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Dispositivi elettronici, occhio alla luce blu

Se utilizzati prima di andare a dormire tendono a peggiorare il sonno, a meno che gli schermi non vengano filtrati

Se la luce blu è troppa si rischia di passare la notte in bianco. Gli schermi, soprattutto quelli a LED, ne emettono in abbondanza ma il sonno potrebbe esserne disturbato. Se i vostri dispositivi (cellulari, tablet, computer) non prevedono la funzione specifica “filtro luce blu” (attivabile), è sconsigliabile utilizzarli prima di andare a dormire.

Lo studio americano

Ricercatori americani dell’Università di Huston sostengono che “l’esposizione crescente alla luce artificiale durante la notte può contribuire all’alta prevalenza dei disturbi del sonno. Il rilascio di melatonina, l’ormone del sonno, è mediato dalle cellule ganglionari retiniche che sono intrinsecamente fotosensibili” [1]

Dunque stimolare troppo la retina nelle ore serali non è molto salutare se si vogliono trascorrere notti tranquille. I ricercatori universitari sono arrivati a questa conclusione studiando 21 persone d’età compresa tra i 17 e i 42 anni. Se tre ore prima di andare a letto – nel proseguire le proprie abitudini digitali – si sono messe occhiali dotati di filtri che bloccavano le lunghezze d’onda corte, i loro livelli notturni di melatonina [2] sono saliti del 58% [3].

Non solo i partecipanti che hanno usato lenti che filtravano la luce blu hanno dormito meglio, ma si sono anche addormentati prima e hanno dormito mediamente 24 minuti in più ogni notte. Questi risultati dovranno però essere confermati da ulteriori studi.

Spiega l’Università di Huston (Usa):

La maggiore fonte di luce blu è quella solare, ma si trova anche nella maggior parte dei dispositivi [con schermi] a LED. La luce blu aumenta la prontezza e regola il nostro orologio biologico interno, ovvero il ritmo circadiano, che “dice” al nostro corpo quando addormentarsi. Questa luce artificiale attiva i fotorecettori […], sopprimendo la melatonina.

Secondo recenti studi la qualità del sonno delle persone è mediamente in peggioramento. Dunque anche un più intelligente impiego dei dispositivi digitali potrebbe dare un contributo importante.

Fonti: Ophthalmic and Physiological Optics, University of Huston

[1Citato da: Ostrin LA, Abbott KS, Queener HM, "Attenuation of short wavelengths alters sleep and the ipRGC pupil response", Ophthalmic. Physiol. Opt. 2017 Jul;37(4):440-450. doi: 10.1111/opo.12385

[2le concentrazioni sono state misurate nella saliva

[3persino di più rispetto a quella di soggetti che hanno assunto complementi alimentari di melatonina


Pagina pubblicata il 31 luglio 2017.


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