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Consigli utili

Difendere la salute dei nostri occhi

Come si fa a mantenere sani i propri occhi?

Il segreto per mantenere in salute i nostri occhi è, innanzitutto, quello di condurre uno stile di vita sano. È fondamentale seguire un’alimentazione corretta e varia (frutta e verdura in abbondanza [1] nonché pesce almeno due volte la settimana), praticare quotidianamente almeno mezz’ora di attività fisica, evitare sostanze tossiche per l’organismo (come il fumo), non esporsi troppo ai raggi solari senza occhiali scuri dotati di filtri a norma di legge (soprattutto d’estate, al mare e in montagna). Inoltre bisogna mettersi gli occhiali correttivi eventualmente prescritti da un oculista per evitare uno sforzo oculare eccessivo o improprio (astenopia).

Quanto contano gli aspetti genetici?

Chiaramente la salute oculare è influenzata anche da fattori genetici; esistono infatti patologie oculari ereditarie più o meno gravi (ad esempio le degenerazioni retiniche, glaucoma, ecc.). Ci sono poi patologie genetiche che colpiscono svariati organi e possono coinvolgere anche il sistema visivo.

Quanto conta il fattore ambientale?

I fattori ambientali vanno anch’essi tenuti in grande considerazione. Vivere in zone ad alto tasso d’inquinamento, svolgere la propria attività lavorativa in ambienti polverosi o contaminati da sostanze tossiche aumenta notevolmente il rischio di sviluppare problemi agli occhi (allergie, secchezza oculare, congiuntivite, cheratite, ecc.). Inoltre, se da bambini si trascorrono molte ore all’aria aperta si sviluppa più difficilmente la miopia [2].

Cos’è importante fare?

Se un corretto stile di vita e l’attenzione all’integrità dell’ambiente che ci circonda può tutelarci da molti disturbi oculari, è anche vero che, per la salute dei nostri occhi, è fondamentale la prevenzione. È importante eseguire visite oculistiche con cadenza regolare. Questo semplice accorgimento può portare enormi vantaggi: aiuta a fare una diagnosi precoce di malattia (in modo da intervenire in maniera corretta e tempestiva); consente di evitare l’occhio pigro (ambliopia) nei bambini; determina una precisa correzione di eventuali vizi refrattivi in modo che la vista non venga sforzata eccessivamente con tutti i disturbi che ne possono derivare (mal di testa, irritabilità, bruciore e rossore oculare, calaziosi, blefarite).

Ogni quanto è consigliabile una visita oculistica?

Nei bambini è consigliabile un primo controllo alla nascita (test del riflesso rosso) e a un anno d’età. Se poi non sono stati riscontrati problemi, occorre almeno un’altra visita intorno ai 3-4 anni (età in cui il bambino comincia ad essere collaborante, anche se non riconosce ancora le lettere) e in età prescolare (a 5-6 anni). Per i successivi controlli ci si affida normalmente ai consigli del proprio oculista.

Nelle persone giovani e di media età (che non abbiano particolari disturbi oculari) la visita oculistica può essere effettuata annualmente o biennalmente, mentre nei soggetti con età superiore ai 60-65 anni è necessario essere molto più scrupolosi e precisi nel sottoporsi a visite oculistiche. Infatti con l’aumentare dell’età aumenta anche l’incidenza di particolari patologie (come la cataratta, la retinopatia diabetica, l’AMD).

Quando ho gli occhi rossi come mi devo comportare?

L’occhio rosso, un disturbo molto frequente e aspecifico, è spesso il segno di un’infiammazione oculare. L’arrossamento è indotto dalla flogosi (infiammazione) e dilatazione dei capillari oculari presenti sulla superficie dell’occhio (a livello della congiuntiva). In base alle cause che lo determinano vanno presi provvedimenti diversi. Le cause che inducono l’arrossamento oculare sono varie: può essere di origine virale, allergica, batterica, attacco acuto di glaucoma, traumatica, presenza di aria molto secca, esposizione al sole. In linea di massima si può distinguere un arrossamento dell’occhio di tipo transitorio (della durata di 1-2 giorni), che generalmente non ha conseguenze rilevanti e, nei casi più banali, se non è presente un corpo estraneo nell’occhio sarà utile l’uso di lacrime artificiali. Quando l’arrossamento è persistente o si manifesta in maniera ricorrente è il caso di consultare un oculista che prescriverà un antibiotico specifico o, in alcuni casi, colliri cortisonici. Inoltre bisogna correggere bene i difetti visivi e proteggere gli occhi dagli agenti atmosferici. In ogni caso, è sempre necessaria una diagnosi precisa e non bisogna accontentarsi di rimedi fai-da-te o ricorrere all’autodiagnosi, che può essere fuorviante.

Gli accorgimenti per proteggere gli occhi variano stagionalmente?

Le regole di base da seguire citate in precedenza ovviamente vanno seguite durante tutto l’anno; tuttavia a seconda dei cambiamenti climatici o dei luoghi che si frequentano normalmente, potrebbe risultare utile qualche altro accorgimento aggiuntivo a seconda delle stagioni.

Ad esempio durante il periodo primaverile se compare arrossamento oculare, prurito, gonfiore palpebrale, è necessario accertarsi se sia in atto una congiuntivite allergica ed impostare con l’aiuto dell’oculista la terapia più opportuna (che varierà in base alla severità dei sintomi). Durante la stagione estiva, invece, è consigliabile indossare sempre gli occhiali scuri, soprattutto durante le ore più luminose della giornata; se si è portatori di lenti a contatto bisogna evitare di utilizzarle quando si va al mare o in piscina. In autunno e inverno, essendo più frequenti i malesseri di stagione da raffreddamento, bisogna prestare più attenzione in caso di disturbi oculari. Ad esempio le congiuntiviti virali spesso sono la conseguenza di infezioni delle vie respiratorie superiori (laringiti e faringiti) o di un raffreddore. La causa più frequente di questo tipo di congiuntiviti è il virus del raffreddore (adenovirus). In molti casi la congiuntivite viene trasmessa da altre persone che sono a stretto contatto.

Quant’è importante un sano stile di vita?

Seguire una dieta ricca di vitamine e antiossidanti (presenti nella frutta, verdura e noci), di omega-3 e omega-6 (contenuti nel pesce), può proteggere la nostra salute, a partire da quella oculare. Alcune ricerche (ad esempio presso l’Università di Liverpool) hanno dimostrato che il rischio di ammalarsi di AMD (degenerazione maculare legata all’età) si può ridurre sino al 20% mangiando molta frutta (almeno cinque porzioni al giorno). In ogni caso, ci sono altri fattori di rischio dell’AMD , come l’età, l’esposizione eccessiva alla luce, il fumo e il sovrappeso. Un recente studio ha inoltre fatto capire che, per ridurre il rischio di glaucoma del 20-30%, bisogna mangiare quotidianamente verdura a foglia verde [3]. Ragazza con occhiali scuri (Foto: Hamed Saber)

Bisogna sempre proteggersi con gli occhiali scuri?

Non sempre, ma solo quando è necessario. L’occhio è particolarmente vulnerabile ai danni provocati dalla luce solare se non si fa ricorso a protezioni adeguate: soprattutto in caso di riverbero è opportuno utilizzare filtri a norma di legge, che proteggono dalla radiazione ultravioletta. Un’azione preventiva verso i suoi effetti dannosi la esercitano anche le vitamine antiossidanti C ed E, i carotenoidi (luteina e zeaxantina) e lo zinco. Le dosi giornaliere consigliate di questi antiossidanti essenziali si possono raggiungere seguendo una dieta equilibrata; inoltre ricordiamo l’importanza dell’esercizio fisico quotidiano. La luce solare è di beneficio se non è eccessiva, soprattutto quando si è bambini, che però dovrebbero trascorrere almeno un paio d’ore al giorno all’aria aperta anche per prevenire la miopia (o ritardarne l’insorgenza).

Se si fuma molto quali rischi corrono gli occhi?

Il tabacco aumenta il rischio di tumori (soprattutto ai polmoni) e di malattie cardio-circolatorie, ma è anche uno dei fattori che aumentano la probabilità di essere colpiti da degenerazione maculare legata all’età (AMD), una grave malattia degenerativa della retina che può provocare ipovisione e cecità centrale (soprattutto negli anziani). Inoltre il fumo può irritare direttamente gli occhi (in particolare la congiuntiva) soprattutto in chi porta lenti a contatto e, secondo recenti studi, aumenta il rischio di cataratta (l’opacizzazione del cristallino è molto comune nella terza età).

Non mi piace portare gli occhiali, posso farne a meno?

Se prescritti da un medico oculista è consigliabile indossare sempre gli occhiali (o, in alternativa, le lenti a contatto, che però presentano maggiori rischi se non utilizzate correttamente). Se il difetto refrattivo è lieve (ad esempio mezza diottria di miopia) se ne può fare a meno, ma non in situazioni quali la guida, la visione di un film o l’impiego del computer. Infatti la giusta correzione è fondamentale per non sforzare gli occhi. Non solo bisogna insegnare ai bambini a portare gli occhiali, ma anche dopo i 40 anni spesso servono gli occhiali per leggere da vicino (un discorso a parte meritano i miopi perché in parte i due difetti - la miopia e la presbiopia - si compensano).

Metto spesso le lenti a contatto, potrei avere problemi oculari?

Applicazione di lenti a contatto Dipende dall’uso che se ne fa. Chi porta le lenti a contatto (LAC) deve stare molto attento a una corretta igiene e non deve metterle troppe ore al giorno (approfondisci). Il problema principale è la sofferenza della superficie oculare con rischi di congiuntiviti o cheratiti infettive (che colpiscono la cornea). Le lenti a contatto in realtà non devono sostituire mai completamente gli occhiali, anche se sicuramente offrono a chi le indossa grande comfort (qualità visiva, possibilità di essere più liberi quando si pratica uno sport, ecc.).

È comunque consigliabile l’utilizzo di lacrime artificiali che tendono a mantenere stabile il film lacrimale che ricopre la superficie oculare, soprattutto quando si portano le lenti a contatto. I sintomi più comuni sono rappresentati da eccessiva lacrimazione e bruciore. L’occhio è rosso (iperemia congiuntivale) e la congiuntiva è gonfia (edematosa). I linfonodi della regione preauricolare possono essere rigonfi. La vista generalmente non è ridotta, ma se tale evenienza si verificasse bisogna sospettare un coinvolgimento infiammatorio della cornea (cheratite), la quale può presentare delle piccole opacità superficiali (infiltrati).

[1L’OMS ne raccomanda almeno cinque porzioni al giorno

[3Kang JH, Willett WC, Rosner BA, Buys E, Wiggs JL, Pasquale LR, “Association of Dietary Nitrate Intake With Primary Open-Angle Glaucoma: A Prospective Analysis From the Nurses’ Health Study and Health Professionals Follow-up Study”, JAMA Ophthalmology, published online, January 14, 2016, doi:10.1001/jamaophthalmol.2015.5601


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 12 luglio 2012. Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2016.

Ultima revisione scientifica: 26 febbraio 2016.

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