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Diabete da tenere bene in vista

La malattia colpisce 422 milioni di persone nel mondo, soprattutto in città. Esperti riuniti a Roma per fare il punto

Visita di persona diabetica (controllo oculistico). Foto di Sumit Bajaj (per IAPB int.)Seguire una dieta sana diventa più complicato nel periodo delle festività. Non bisogna però neanche trascurare il rischio diabete, non saltando screening periodici e seguendo opportune cure se già c’è una diagnosi [1].

Il diabete è una malattia che, secondo l’OMS, colpisce circa 422 milioni di persone nel mondo e provoca seri danni alla retina, soprattutto se la malattia caratterizzata da una glicemia elevata [2] non viene individuata e trattata tempestivamente. Uno stile di vita corretto è essenziale per fare prevenzione. Teniamo conto che la retinopatia diabetica in Occidente è la prima causa di cecità in età lavorativa.

Esperti riuniti a Roma

A studiare la correlazione tra diabete e stili di vita c’è da qualche tempo un gruppo di esperti dell’Health City Institute, che lavorano in particolare sull’influenza degli ambienti urbani: il 7 dicembre hanno fatto il punto a Roma [3]. In occasione dei lavori è stata evidenziata la necessità di percorsi terapeutici virtuosi e di un approccio al problema specifico per le aree considerate (comprese quelle all’interno delle singole città).

Il progetto delle città per il diabete è nato nel 2014 in Danimarca ed è un programma di partnership promosso dall’University College of London (UK) e dallo Steno Diabetes Center (Danimarca), in collaborazione con istituzioni, città metropolitane, comunità diabetologiche e sanitarie, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore (è stata coinvolta anche la IAPB Italia onlus).

Vivi in città? Esiste il diabete urbano

Oltre metà della popolazione del mondo vive in città e la tendenza all’urbanizzazione prosegue. Questo ha un impatto sulla salute a molti livelli, non solo sui polmoni e sul sistema cardiovascolare.

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In Italia, secondo l’Istat, il 5,3% della popolazione è diabetica, percentuale che sale al 16,5% dopo i 65 anni. Il 6,6% dei romani [4] soffrono di diabete (l’obesità è del 9,9%). Vivere in città, in particolare in certe zone più a rischio, favorirebbe l’insorgenza del diabete.

Scrivono, infatti, gli autori della Carta italiana sul diabete urbano:

Vivere in un’area urbana, e ancora di più in una megalopoli, si accompagna a cambiamenti sostanziali degli stili di vita rispetto al passato; cambiano le abitudini alimentari e il modo di vivere, i lavori diventano sempre più sedentari, l’attività fisica diminuisce.

Fattori sociali culturali che rappresentano un potente volano per obesità e diabete. Questo significa aumento dei rischi correlati alle complicanze legate al diabete e all’obesità, con esiti di mortalità cardiovascolare e di altre complicanze fortemente invalidanti.

Quando si parla di diabete urbano non parliamo di una nuova forma di diabete, ma facciamo riferimento al drastico aumento della prevalenza del Diabete tipo 2 che si osserva nelle città a causa dell’urbanizzazione.

Arrestare l’aumento del diabete in ambito urbano è una impresa difficile, ma è possibile diminuire l’impatto se si creano forti alleanze politico, sanitarie, cliniche e sociali.

In conclusione, andrebbero promossi maggiormente sani stili di vita, comprese le diete sane e l’attività fisica regolare a ogni età. Se si vive in città si è probabilmente più esposti a fattori che favoriscono l’insorgenza del diabete... che tu non vedi, ma lui vede te!

Leggi anche: Più rischio diabete in città

Link utili: Italian Urban Diabetes Charter, Manifesto salute nelle città

Fonti: Cities Changing Diabetes, Italian Health Policy Brief

[1insulina per il tipo più grave (tipo 1), una dieta corretta ed eventuali farmaci ipoglicemizzanti per quello più diffuso (tipo 2)

[2concentrazione eccessiva di zuccheri nel sangue

[3scelta come città del 2017 per il programma Cities Changing Diabetes

[4mediamente la popolazione di Roma è cresciuta del 17,3% dal 2001 al 2016


Pagina pubblicata il 7 dicembre 2017.


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