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Nuove frontiere

Cross-linking

Si può rafforzare la cornea quando si è colpiti da cheratocono con la vitamina B2

Cos’è?

Il cross-linking è una terapia impiegata per trattare il cheratocono, malattia oculare caratterizzata da un indebolimento della cornea. Essendo meno resistente, la superficie trasparente dell’occhio che sta davanti all’iride tende, infatti, a sfiancarsi e ad assottigliarsi, assumendo una caratteristica forma a cono (distrofia corneale detta ectasia).

In cosa consiste?

Si rafforza la cornea creando nuovi legami tra le fibre collagene che la costituiscono; così aumenta la sua resistenza meccanica. Questo avviene grazie all’azione di una vitamina, la riboflavina (vitamina B2) che, sottoposta all’azione dei raggi ultravioletti, rende più rigida la cornea stessa.

Chi si può sottoporre a questa tecnica?

Questa tecnica è destinata a pazienti giovani colpiti recentemente dalla malattia (cheratocono in stadio non avanzato ma generalmente in progressione). Per sottoporsi al trattamento, tuttavia, la cornea deve avere delle caratteristiche specifiche (spessore adeguato, opacità di un certo tipo, ecc.). I limiti di età non sono rigidi, poiché sarà l’oculista a dover valutare il singolo caso. La patologia è spesso progressiva, ma tende a stabilizzarsi dopo i 40-50 anni. Tuttavia, secondo uno studio effettuato per quattro anni su 400 occhi, i risultati migliori sono stati ottenuti nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 39 anni [1]. Quali sono i vantaggi del cross-linking? Diversamente dal laser, che rimodella la superficie corneale, il cross-linking rende la cornea più robusta (in particolare lo strato detto stroma) e ha come obiettivo il rallentamento o il blocco della progressione della patologia. Si hanno anche dei miglioramenti refrattivi dovuti alla minore protusione della cornea che, essendo più rigida, si oppone maggiormente alla pressione dell’occhio; poiché diventa più piatta si riduce l’astigmatismo.

Che tecniche esistono?

La superficie trasparente dell'occhio è la cornea
Attualmente si effettuano due procedure differenti:

  • tecnica epi-off: trattamento tradizionale con cui viene inizialmente rimosso l’epitelio corneale prima dell’irradiazione della riboflavina con raggi ultravioletti (UV);
  • tecnica epi-on: l’irradiazione avviene senza l’asportazione dell’epitelio corneale; tale tecnica risulta, quindi, più idonea per persone con cornee troppo sottili che non si potrebbero sottoporre alla precedente procedura classica.

Quali sono gli effetti collaterali?

Gli effetti collaterali sono, in generale, molto pochi e sono legati alla procedura. Nel cross-linking epi-off l’asportazione dell’epitelio corneale può aumentare il rischio di infezioni (l’epitelio è la prima barriera esterna dell’occhio) e creare, quindi, più disagi dopo l’operazione, quando viene applicata una lente a contatto protettiva. Tale tecnica è in uso dal 2004 e fino ad oggi non si sono accertati rilevanti effetti collaterali nei pazienti sottoposti a terapia secondo il protocollo. Però è fondamentale che l’intervento venga eseguito da mani esperte e in ambiente sterile. Con la tecnica epi-on, invece, si lamentano meno fastidi dopo l’operazione e non dovrà essere applicata la lente a contatto di protezione; tuttavia si otterrà una minore penetrazione della riboflavina nella cornea (a livello dello stroma) e, quindi, il risultato potrebbe essere meno soddisfacente.

Come avviene l’intervento?

Si esegue in anestesia topica (collirio anestetico), si effettua l’asportazione del primo strato della cornea (epi-off) oppure non si effettua l’asportazione dell’epitelio (epi-on ), si irriga la cornea con la riboflavina (sostanza fotosensibile che viene somministrata sotto forma di un collirio denso a bassa temperatura) e si irradia la cornea in modo mirato con un fascio di raggi ultravioletti. La procedura dura mediamente trenta minuti circa. Alla fine dell’intervento si applica una lente a contatto morbida solamente se è stato rimosso l’epitelio corneale.

Quanto dura l’effetto del trattamento?

Secondo alcuni studi il trattamento può essere efficace dai 3 ai 10 anni. La tecnica ha una durata soggettiva e può essere ripetuta. Essendo tuttavia una tecnica relativamente recente, per maggiori informazioni bisognerà attendere ulteriori studi condotti per periodi ancora più lunghi.

[1Vinciguerra R, Romano MR, Camesasca FI, Azzolini C, Trazza S, Morenghi E, Vinciguerra P., “Corneal Cross-Linking as a Treatment for Keratoconus: Four-Year Morphologic and Clinical Outcomes with Respect to Patient Age“, Ophthalmology, 2013 Jan 3. doi:pii: S0161-6420(12)01041-X. 10.1016/j.ophtha.2012.10.023. [Epub ahead of print].


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 9 dicembre 2008. Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2016.

Ultima revisione scientifica: 9 dicembre 2008.

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