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Cieca passione per la musica lirica

Il tenore cieco Andrea BocelliCieca passione per la
musica lirica Concerto di Bocelli a Roma per la festa delle Forze Armate

10 novembre 2008 - Cieca passione per la musica di Andrea Bocelli ieri sera a
Roma. Da un palco ciclopico, che svettava su una piazza del Popolo gremita, si
sono levate splendide arie e canzoni interpretate principalmente dal tenore
accompagnato da un’orchestra e da un coro composto da 150 elementi. L’occasione
è stata la celebrazione della giornata delle forze armate del 4 novembre, dell’unità
nazionale e dei 90 anni che ci separano dalla fine della prima Guerra Mondiale. A scopo commemorativo le Frecce Tricolori hanno volato attraverso il cielo capitolino;
inoltre si sono tenute alcune parate celebrative.

Uno dei monumenti
della musica lirica contemporanea, Bocelli - che perse la vista a causa di un glaucoma
a 12 anni -, ha aperto la sua impeccabile esibizione con l’Inno di
Mameli, per poi cimentarsi in brani come O
surdato innammurato, Funicul“ funiculà e Voglio vivere così
nonché nei
classici Va’ pensiero (dal Nabucco di Giuseppe Verdi) e Libiamo nei lieti calici (dalla Traviata).

Il palco, simile a un maestoso
tempio greco in metallo, si stagliava innanzi alla tribuna d’onore in cui
sedevano le autorità, oltre la quale si ergeva l’obelisco egizio, il cui
basamento è contornato da quattro leoni in marmo da cui zampilla l’acqua. Alcune piccole sfingi coronano la suggestiva piazza ellittica
che, pur essendo di matrice rinascimentale, venne definitivamente sistemata solo
nell’Ottocento da Giuseppe Valadier.
L’evento è stato un
modo per ricordare i caduti italiani della guerra che continua a insanguinare
l’Iraq ma anche quelli morti combattendo tra il 1915 e il 1918. Numerose celebrazioni si
sono tenute nei giorni scorsi anche nel resto d’Italia: l
a data del 4 novembre - che celebra la
fine della Prima Guerra Mondiale - commemora la
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma dell’armistizio
siglato a Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico
, quando si riusc“ ad ottenere un ampliamento territoriale a nostro vantaggio, completando il
processo di unità nazionale già festeggiato nel 1861.

Lo strumento
militare - ha dichiarato il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano lo scorso 3 novembre - non è più chiamato a presidiare in armi confini e trincee contro
genti considerate nemiche provenienti da un mondo visto come straniero ed
ostile. Al contrario, esso oggi costituisce componente primaria di un’azione
complessa e costante che l’Italia, membro fondatore dell’Unione europea,
conduce in seno alla Comunità internazionale, intervenendo sulle cause
generatrici dei conflitti, attraverso la prevenzione, il controllo e la
stabilizzazione delle crisi che mettono in pericolo la sicurezza ed attentano
ai diritti primari dell’uomo. Questo - ha concluso il Quirinale - è il nuovo
compito delle Forze Armate Italiane nel XXI secolo”.

Fonti principali:
forzearmate.org, quirinale.itVedi anche: "Bocelli pedala nel buio e batte i pregiudizi" (Oggi)


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