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Eventi

Check-up oculistici La Sapienza per AMD

Controllo oculistico (presso il Policlinico Umberto I)Check-up oculistici contro l’AMD Il fumo è il principale fattore di rischio della degenerazione maculare legata all’età Sottoporsi a check-up oculistici periodici è una fondamentale prassi di vita, soprattutto accompagnata da abitudini sane (tra cui la rinuncia al fumo). Può essere importante individuare per tempo una malattia che colpisce il centro della retina: è la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ). Il Centro maculopatie del Policlinico Umberto I di Roma ha effettuato visite gratuite per due giorni (il 23 e 24 marzo) e ha organizzato un incontro informativo aperto al pubblico (il 22 marzo). Questa malattia, che può colpire principalmente dopo i 55 anni, è considerata la prima causa di cecità legale nei Paesi occidentali. Per prevenirla è fondamentale smettere di fumare, seguire una dieta ricca e varia (soprattutto di vitamine, omega 3 e omega 6) e, secondo alcuni, praticare regolarmente attività fisica. Ci sono, tuttavia, anche fattori di rischio su chi non possiamo agire che favoriscono l’insorgere dell’AMD, come l’età, la miopia elevata, avere gli occhi chiari, essere di sesso femminile e una predisposizione genetica.Prof.ssa Lia Giustolisi Tuttavia esistono anche fattori di rischio che possono essere eliminati o almeno ridotti, a partire dal tabacco. “ Il fumo – ha affermato la prof.ssa Lia Giustolisi, che dirige il Centro maculopatie dell’Umberto I – in assoluto è il primo grosso fattore di rischio modificabile [della degenerazione maculare legata all’età]; a grande distanza seguono ci sono gli altri, che sono l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’esposizione alla luce e altri fattori che comportano un rischio più basso“. I principali sintomi dell’AMD sono una distorsione delle immagini nella zona centrale del campo visivo e una riduzione della visione centrale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la sua incidenza è destinata a crescere nei prossimi anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Ne soffrirebbe circa un milione di italiani. La forma più comune (detta secca o atrofica) è considerata incurabile, mentre quella meno frequente (umida o essudativa, la forma più aggressiva) si può trattare con iniezioni eseguite nel bulbo oculare: si cerca di rallentare la proliferazione incontrollata di vasi sanguigni nella retina, che possono danneggiare in modo irreparabile la visione centrale. I segnali che possono mettere in allarme sono un lento e graduale calo della vista, visioni di immagini o porzioni di immagini distorte e ondulate, la percezione di aree sfuocate ed annebbiate in cui si perde la percezione delle immagini. Per leggere l’opuscolo sulla degenerazione maculare legata all’età clicca qui .

Pagina pubblicata il 19 marzo 2012. Ultimo aggiornamento: 28 marzo.


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