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Malattie oculari

Cefalea oftalmica

Cos’è?

La cefalea, detta comunemente “mal di testa”, è uno dei disturbi più frequenti al mondo. Si presenta con una spiacevole sensazione di dolore cranico, che può essere localizzato o diffuso, pulsante o fisso, accompagnato a volte da altri sintomi (come vomito, nausea, febbre, vertigini, aumento della lacrimazione e fotofobia). Questo stato di malessere può presentarsi da qualche minuto a diverse ore, manifestandosi ad intervalli regolari (cefalea cronica) oppure sporadicamente (a distanza di tempo tra un “attacco” e il successivo).

Quali sono le cause?

Le cause della cefalea oftalmica non sono sempre note, ma può ad esempio avere come origine un difetto visivo non corretto (vizio refrattivo quale la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo) oppure una nevralgia del nervo trigemino.

Il dolore che si avverte può derivare da anomalie che si manifestano a livello cerebrale per cause non sempre conosciute (cefalea primaria), come un ingrossamento dei vasi sanguigni (vasodilatazione), l’attivazione di alcune fibre nervose o la contrazione di alcuni muscoli pericranici (della testa).

In altri casi la cefalea è la conseguenza di differenti stati patologici ossia è un sintomo che, nel momento in cui viene curata la patologia che l’ha indotto, si attenua fino a scomparire.

Cosa fare in caso di cefalea?

La visita oculistica può rappresentare una tappa fondamentale nell’inquadramento della cefalea. Ne esistono, infatti, alcuni tipi che dipendono dagli occhi e altri che si manifestano con sintomi oculari ma hanno un’origine diversa (emicrania oftalmica e nevralgia del trigemino).

Cos’è l’emicrania oftalmica?

L’emicrania oftalmica è un disturbo caratterizzato da forte mal di testa. Può essere preceduto da una fase chiamata “aura” (emicrania con aura tipica) caratterizzata dalla presenza di disturbi visivi ossia scotomi scintillanti (visione di flash e lampi di luce) e/o neurologici (disturbi della forza muscolare, della sensibilità e del linguaggio), per una durata media che va dai 5 ai 20 minuti (comunque, generalmente non più di 60 minuti). Vi sono comunque forme d’emicrania in cui la sintomatologia che si presenta durante l’aura non è accompagnata da mal di testa (aura emicranica non seguita da cefalea).

Si può curare?

Gli attacchi emicranici sono spesso innescati da fattori e situazioni ricorrenti. Il primo approccio terapeutico consiste, quindi, ovviamente nell’adottare norme igieniche di vita, evitando comportamenti che tendono a scatenare le crisi. Inoltre, possono essere prescritti farmaci analgesici, antiemetici (contro la nausea), i derivati dell’ergot e molecole che inibiscono parzialmente la trasmissione tra neuroni (agonisti selettivi dei recettori serotoninergici 5-HT1).

Cos’è la nevralgia del trigemino?

È una condizione dolorosa che può essere causata da un’infiammazione della guaina mielinica che avvolge il trigemino (nei casi più gravi si può arrivare fino a un suo danneggiamento strutturale). Questo nervo molto ramificato veicola le informazioni sensoriali tattili, termiche e dolorifiche del volto. Nelle forme lievi o moderate, che interessano generalmente solo tratti del nervo, si ha un suo indolenzimento che può essere trattato con antiinfiammatori e analgesici.

La forma grave di nevralgia del trigemino è invece caratterizzata da episodi d’intenso dolore (con tanto di scosse), che si avvertono a livello di occhi, naso, cuoio capelluto, fronte, mascella e mandibola. Può essere indotta da comuni attività quotidiane, dal freddo ambientale o dalla compressione dei cosiddetti trigger point (punti da cui emerge il trigemino, ad esempio sotto l’arcata sopraccigliare).

Il trattamento terapeutico della forma grave di nevralgia del trigemino si avvale dell’uso di farmaci quali la carbamazepina e altri antiepilettici [1]; possono persino essere necessari trattamenti chirurgici (che prevedono, ad esempio, la distruzione selettiva delle fibre termodolorifiche).

Quali sono le cause oculari?

Come abbiamo visto, alcune cefalee sono causate da difetti della vista (ipermetropia, miopia e astigmatismo) oppure da uno stato di affaticamento oculare.

Cosa comporta l’ipermetropia?

L’ipermetropia è un difetto della vista che, se non è elevato, può restare misconosciuto. Infatti, chi ne è affetto, come la persona emmetrope (senza difetti visivi), modificando la forma del cristallino, riesce ad aumentare il potere diottrico (capacità di ingrandimento), ovviando in questo modo all’ipermetropia. Questo meccanismo comporta un uso continuo dell’accomodazione, caratterizzato appunto dalla variazione della globosità del cristallino in base alla lontananza o vicinanza dei bersagli visivi.

I raggi luminosi provenienti dall’infinito vengono messi a fuoco sulla retina. In questa situazione il cristallino è a riposo accomodativo. Quando i raggi luminosi si avvicinano divengono sempre più divergenti: non venendo messi a fuoco sulla retina, rendono sfocata l’immagine. Ecco quindi che, con la variazione della forma del cristallino, aumenta il suo potere convergente e permette ai raggi di cadere a fuoco sul piano retinico.

Con l’aumentare dell’età si riduce fisiologicamente il potere accomodativo e l’ipermetropia si manifesta, anche nelle forme che prima risultavano misconosciute. Nel bambino e nel giovane ipermetrope la capacità visiva per lontano e vicino è buona, ma lo sforzo accomodativo dà origine ad una stanchezza oculare dovuta alla messa a fuoco (astenia accomodativa), a cui si accompagnano mal di testa dopo la lettura, bruciori oculari, lacrimazione, visione annebbiata, facili congiuntiviti e strabismo.

Cosa comporta la miopia?


La miopia viene generata da una serie di fattori, quali la curvatura eccessiva della cornea o del cristallino e la lunghezza eccessiva del bulbo oculare. A causa di queste alterazioni i raggi luminosi non vengono messi a fuoco sulla retina, ma in un punto davanti ad essa; è per questo motivo che gli oggetti lontani risultano sfocati. Quindi il soggetto miope, quando cerca di mettere a fuoco gli oggetti posti in lontananza, senza correzione con occhiali fa un continuo sforzo che induce frequenti mal di testa e affaticamenti visivi.

Cosa comporta l’astigmatismo?

L’ astigmatismo è un difetto oculare in cui la cornea non è perfettamente sferica, ma ha una curvatura che varia nei suoi meridiani (la cornea è simile alla metà di un mappamondo). Tale diversità provoca una differente messa a fuoco dei raggi luminosi sulla retina e, quindi, un calo della vista sia per lontano che per vicino. È frequente, inoltre, un’astenopia accomodativa caratterizzata da bruciori oculari, lacrimazione, mal di testa, annebbiamento visivo e congiuntiviti.

Si può curare la cefalea da cause oculari?

Sì. La terapia mira principalmente a correggere i vizi refrattivi: ci si avvale di occhiali, lenti a contatto oppure si può fare ricorso a un trattamento laser.

[1Si tratta di agonisti dopaminergici: sono un gruppo di farmaci che comprendono bromocriptina, cabergolina, didroergocriptina, lisuride e pergolide. Sono farmaci autorizzati da lungo tempo che vengono principalmente utilizzati per curare una serie di malattie neurologiche


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 12 novembre 2009. Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018.

Ultima revisione scientifica: 1 febbraio 2018.

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