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Malattie oculari

Cecità corneale

Cos’è?

Cornea sana. Se la superficie oculare perde la sua trasparenza o viene gravemente danneggiata può essere compromessa la qualità visiva sino alla cecità
Le patologie gravi della cornea (superficie oculare davanti all’iride) possono indurre gravi alterazioni della sua trasparenza causando una riduzione della vista, in alcuni casi fino alla cecità.

Quali sono queste patologie?

La cecità corneale può essere dovuta a leucomi vascolari (opacità profonde) che derivano da ustioni causate da agenti chimici, scompenso in seguito a traumi oppure può essere una conseguenza di cheratiti (erpetiche o neurotrofiche). Le distrofie corneali si possono presentare con opacità che riducono la trasparenza corneale modificando l’acuità visiva a diversi livelli.
Nei Paesi in via di sviluppo la cecità corneale viene causata – il più delle volte – da tracoma, ulcere corneali settiche e carenza di vitamina A (vedi xeroftalmia). Nei Paesi industrializzati, invece, è più rara, ma è più spesso associata a patologie autoimmuni (quali il pemfigoide, la sindrome di Stevens-Johonson e gravi sindromi da occhio secco).

Quali sono le terapie?

Apposizione di membrana amniotica (Foto: IJO). Per riparare i danni della cornea può essere eseguito o un trapianto di cornea oppure un trattamento che si basa sull’utilizzo di cellule staminali. Infatti, quando l’epitelio di rivestimento corneale viene seriamente danneggiato vengono distrutte anche le cellule staminali limbari, ossia quelle cellule progenitrici che consentono all’epitelio corneale di rinnovarsi perennemente. In questi casi, il classico trapianto di cornea da donatore non è eseguibile: è necessario ricreare una corretta superficie oculare.
Quindi il trapianto con cellule staminali corneali è riservato a quei pazienti che non possono ricevere il trapianto di cornea; quest’ultimo non è eseguibile in chi ha avuto danni da ustione o gravi infezioni in seguito a malattie autoimmuni. In questi casi il limbus corneale danneggiato è incapace di rinnovarsi e di “nutrire” la cornea trapiantata. In questi casi vengono impiantate cellule staminali come intervento propedeutico al trapianto di cornea. Un’altra procedura è l’apposizione di una membrana amniotica.

Cos’è la membrana amniotica?

È lo strato più interno della placenta (precisamente del sacco amniotico, la membrana all’interno della quale si trova il feto). Essa favorisce la riepitelizzazione (riformazione) della cornea e della congiuntiva, ha un’attività antiinfiammatoria e inibisce la proliferazione fibrosa e i processi neovascolari.

Cos’è l’apposizione di membrana amniotica?

Il trapianto di membrana amniotica ha numerose applicazioni cliniche in oftalmologia. Viene utilizzato per il trattamento di difetti epiteliali (ad esempio ulcere corneali sterili). L’applicazione della membrana viene effettuata dopo aver rimosso l’epitelio danneggiato e viene fissata con punti in nylon. Alla fine dell’intervento si applica una lente a contatto protettiva. La membrana amniotica si riassorbirà spontaneamente; quindi non occorre una rimozione chirurgica. Il trattamento postoperatorio consiste nell’utilizzo di antibiotici.

Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 5 gennaio 2010. Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2016.

Ultima revisione scientifica: 5 gennaio 2010.

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