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Bloccare la Rop

Retina colpita dalla ROP Bloccare la Rop Contro la retinopatia del prematuro iniezioni per fermare la proliferazione dei vasi

11 novembre 2008 - Se si interviene tempestivamente si può bloccare una malattia che colpisce la retina (Rop) di chi è nato prematuramente. Infatti, stando a una ricerca condotta in India, la proliferazione dei vasi sanguigni tipica della retinopatia del prematuro viene inibita da farmaci antiangiogenesi grazie a una serie di iniezioni effettuate nel bulbo oculare dei neonati.

I risultati di questa nuova ricerca sono stati
presentati all’
American
Academy of Ophthalmology
(che si conclude oggi in Georgia) e alla Società
europea di Oftalmologia (SOE). La
Rop, se non curata precocemente, può provocare cecità e
ipovisione. In particolare si verificano danni alla zona più sensibile della retina,
la macula, deputata allaNeonata prematura visione centrale distinta (che si usa, ad esempio, nella lettura di questo testo).

Tra
gli “effetti collaterali” della retinopatia del prematuro ci sono il distacco di retina, il glaucoma, le cataratte, forti miopie e deviazioni oculari. La
moltiplicazione e l’accrescimento anomalo dei vasi sanguigni della retina
vengono stimolati da un fattore di crescita chiamato VEGF. Quindi
farmaci anti-VEGF sono stati sviluppati per inibire tale proliferazione
incontrollata che si verifica anche nel caso di altre malattie oculari come la
degenerazione maculare legata all’età (la forma umida dell’AMD).

Alay
Banker e colleghi di Gujarat, India, hanno studiato gli effetti di una terapia
anti-VEGF su 21 neonati (34 occhi) che erano stati colpiti da Rop o avevano un
elevato rischio di contrarla. Su 14 occhi è stato impiegato il laser e poi sono state praticate
iniezioni; a 12 occhi è stata praticata solamente l’iniezione, mentre gli
altri 6 sono stati sottoposti a iniezioni e solo in un secondo tempo al laser.
I neonati sono stati visitati il giorno dopo la terapia, poi settimanalmente
per un mese e, infine, una volta ogni 30 giorni.

Prematuro“Negli
occhi di tutti i bambini - compresi quelli a cui era stato somministrato solo
l’anti-VEGF - la crescita anormale dei vasi si è risolta senza ulteriori
terapie; non sono stati riscontrati effetti collaterali negli occhi o problemi
al livello di salute generale in seguito a esami eseguiti a distanza di 37
settimane dal trattamento (età media: 37,5 settimane)”. In questo modo si sono
evitati anche gli effetti collaterali tipici della crioterapia, che consiste
nel congelamento dei vasi nocivi.

Questa
metodologia di trattamento potrebbe essere particolarmente importante,
sottolinea il Prof. Alay, nei Paesi in via di sviluppo, dove le apparecchiature laser sono difficilmente reperibili. I ricercatori, tuttavia, sottolineano che si tratta di terapie sperimentali la cui efficacia occorrerà dimostrare ulteriormente.

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