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Difetti e disturbi

Astigmatismo

Cos’è l’astigmatismo?

esempio di occhio astigmatico, dove i raggi luminosi hanno due fuochi (davanti e dietro alla retina) L’astigmatismo è un disturbo della vista (ametropia) che comporta una minore nitidezza visiva a causa di una deformazione della superficie dell’occhio (cornea) o di un’alterazione delle strutture interne del bulbo oculare. Di conseguenza le immagini risultano poco definite (i contorni non appaiono nitidi) ed è necessario correggere il difetto.

Si può essere contemporaneamente miopi e astigmatici?

Sì, ma l’astigmatismo può essere associato non solo a miopia, ma anche a ipermetropia e presbiopia. La sua correzione prevede l’utilizzo di occhiali (con lenti cilindriche o toriche), lenti a contatto o un intervento di chirurgia refrattiva. In parole semplici l’occhio astigmatico vede gli oggetti poco definiti e, nei casi più gravi, leggermente distorti: il difetto è presente guardando sia da lontano che da vicino.

Come si fa a capire che si è astigmatici?

Molto spesso chi è astigmatico se ne accorge solo dopo una visita oculistica. Per questo motivo è importante sottoporsi sin da bambini a controlli regolari. Esiste anche un autotest (basato sulla osservazione di una sorta di stella) che consente di capire se possa essere presente un astigmatismo; tuttavia ciò non esclude affatto la necessità di sottoporsi ad una visita oculistica completa.

Quali tipi di astigmatismo esistono?

A seconda della struttura che determina il difetto visivo si parla di:

  • astigmatismo corneale: è dovuto ad un’anomala curvatura della cornea;
  • astigmatismo interno o lenticolare: è dovuto ad alterazioni delle strutture interne dell’occhio, ad esempio il cristallino (la nostra lente naturale).


Possiamo immaginare la cornea come una calotta sferica trasparente, attraversata da meridiani (come avviene su un mappamondo). A seconda del meridiano che presenta la curvatura maggiore si distinguono tre differenti tipi di astigmatismo:

  1. “secondo regola”: è la forma di astigmatismo più diffusa, nel quale il meridiano più curvo è tra quelli verticali (compresi tra 60° e 120°);
  2. “contro regola”, nel quale il meridiano più curvo è tra quelli orizzontali (compresi tra 0-30° e 150°-180°) ;
  3. “obliquo”, nel quale il meridiano più curvo è tra quelli obliqui (compreso tra 60° e 30°, 120°-150°).

Inoltre, si può distinguere tra:

a) astigmatismo semplice, nel quale si ha solo questo difetto visivo: il fuoco, anziché essere un solo punto, sarà una linea. Infatti sulla retina la messa a fuoco lungo un meridiano è diversa da quella lungo l’altro. A seconda della posizione della linea che si forma, il difetto si può a sua volta suddividere in:

  • astigmatismo miopico semplice (un meridiano si focalizza sulla retina, mentre l’altro si focalizza davanti);
  • astigmatismo ipermetropico semplice (un meridiano si focalizza sulla retina, mentre l’altro si focalizza dietro);

b) astigmatismo composto, in cui il difetto visivo è associato ad un altro vizio refrattivo (miopia o ipermetropia). A sua volta si suddivide in:

  • astigmatismo miopico composto (entrambi i meridiani si focalizzano davanti alla retina);
  • astigmatismo ipermetropico composto (entrambi i meridiani si focalizzano dietro alla retina);

c) astigmatismo misto in cui una linea focale è miope e l’altra ipermetrope (un fuoco è davanti alla retina mentre l’altro cade dietro).

Avere un po’ di astigmatismo è normale?

Sì, poiché un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (fino a 0,5 diottrie si può anche evitare di correggerlo). Tale astigmatismo è, infatti, generalmente compensato in modo naturale dai mezzi diottrici interni all’occhio (cristallino, corpo vitreo, ecc.). L’astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e subisce lievi variazioni nel corso della vita. L’astigmatismo irregolare può essere causato da alterazioni della cornea in seguito a traumi, lesioni e infezioni o può essere dovuto a una malattia chiamata cheratocono.

Quali sono i sintomi dell’astigmatismo?

L’astigmatismo non corretto determina l’insorgenza di disturbi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione), nel tentativo di ottenere un’immagine nitida. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, all’arcata ciliare, affaticamento oculare, mal di testa, bruciore agli occhi e lacrimazione eccessiva.
In presenza di tali disturbi soltanto una accurata visita oculistica con misurazione del visus permetterà di fare la giusta diagnosi.
Importante: in persone molto astigmatiche a entrambi gli occhi che, anche mediante l’utilizzo di occhiali, non riescono ad essere corrette adeguatamente, deve essere esclusa la presenza del cheratocono (malattia che ha come caratteristica principale proprio un astigmatismo irregolare).

Come si può diagnosticare l’astigmatismo?

Con una visita oculistica, provando la correzione migliore del difetto. Tuttavia nei casi più difficili può essere d’aiuto l’esecuzione di una “topografia corneale”, un esame computerizzato che permette di ottenere una mappa della curvatura della cornea, in modo da poter diagnosticare correttamente tutti i tipi di astigmatismo. Tale difetto va monitorato nel tempo, controllandone eventuali variazioni, per escludere la presenza di patologie della superficie oculare). Questo vizio refrattivo può essere generalmente corretto con l’uso di occhiali con lenti cilindriche o toriche oppure con lenti a contatto gas-permeabili o morbide; queste ultime in genere permettono di ottenere una qualità della visione migliore rispetto ai classici occhiali.

Si può correggere col laser?

Sì, anche l’astigmatismo può essere corretto tramite la chirurgia refrattiva. Tuttavia il laser non sempre consente di rinunciare agli occhiali (specialmente a lungo termine), per cui è necessaria un’attenta valutazione prima di prendere una simile decisione (dopo aver consultato uno o più medici oculisti).
Grazie a un'opportuna correzione con lente torica il fuoco dei raggi cade esattamente sulla retina


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 8 novembre 2012. Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2018.

Ultima revisione scientifica: 12 febbraio 2018.

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