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AMD in aumento, ma spesso è misconosciuta

Solo il 32% degli over 50 italiani conosce quest’importante causa d’ipovisione e cecità

Solo circa un terzo della popolazione italiana (32%) di almeno 50 anni conosce la degenerazione maculare legata all’età (AMD o DMLE), pur essendo la prima causa di cecità nei Paesi avanzati. Il dato è contenuto in uno studio realizzato da Lorien Consulting in collaborazione col Centro Ambrosiano Oftalmico su 600 persone, col patrocinio del Ministero della Salute; si tratta del sondaggio più ampio mai condotto sull’argomento nel nostro Paese.

Se non diagnosticata e curata per tempo la degenerazione maculare legata all’età può causare la perdita della visione centrale, anche se attualmente solo la sua forma essudativa ovvero umida è trattabile [1]: è la meno comune, ma potenzialmente è la più devastante.

Chi colpisce

L’AMD – che secondo lo studio colpisce solo in Italia oltre 1,4 milioni di persone [2] – tende a colpire maggiormente le donne, i fumatori, i diabetici, gli ipertesi, chi si espone al sole senza occhiali scuri per lunghi periodi e persone con più di 60 anni (93% del campione). Causa una progressiva riduzione della visione centrale: inizialmente si distorcono le linee, poi compaiono degli scotomi (aree di non visione).

Infatti chi ne è colpito per cause genetiche e, in secondo luogo, per stili di vita errati (alimentazione scorretta, fumo, mancanza di attività fisica) subisce una degenerazione retinica fino alla perdita dei fotorecettori concentrati soprattutto nella macula (coni).

Tra chi soffre di AMD il 35% ha subito o dovrà sottoporsi a un intervento di cataratta (contro il 13% della popolazione italiana over 50): anche se ci sono persone che ricevono una diagnosi solo quando vanno a farsi visitare per la cataratta, va detto che quest’intervento va valutato con attenzione da un oculista.

Come viene vissuta

Premettendo che i malati di AMD sono più a rischio d’ansia e depressione [3], nel sondaggio realizzato la gravità della malattia è stata valutata con un punteggio medio pari a 8,7 su 10.

I sofferenti di degenerazione maculare hanno riferito, in particolare, una perdita generica della capacità visiva (42%), una riduzione della visione centrale e una distorsione delle linee dritte (17% in entrambi i casi). Infine un 13% degli intervistati ha rilevato una percezione alterata delle immagini mentre il 6% la comparsa di veri e propri scotomi nel campo visivo. Comunque anche chi dichiara di conoscere la malattia non sempre ne dà una definizione corretta.

Fonti principali: Lorien Consulting, Optometry & Vision Science

[1mediante iniezioni nell’occhio (intravitreali) a base di fattori che inibiscono la proliferazione incontrollata dei vasi (anti-VEGF). Tra l’altro sono allo studio dei colliri contenenti anti-VEGF che, per ora, sono stati testati però solo su cavie animali

[2La stima è del 5,3% della popolazione italiana dai 50 anni in su (26,3 mln su una popolazione complessiva di 60,6 mln)


Pagina pubblicata il 15 gennaio 2018.


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